La prima cucina

Oggi con questo post do inizio ad una rubrica che riguarderà le “Donne in Architettura”, incominciando proprio con colei che ha inventato il prototipo di cucina che ancora oggi utilizziamo. Siamo nell’Austria del 1918, Margarete Schütte-Lihotzky (1897-2000) si diploma alla Scuola Professionale d’Arte di Vienna in una delle due sezioni di architettura, scuola che frequenta poiché non è permesso alle donne accedere alle Accademie e alle Scuole Politecniche. L’accesso sarà liberalizzato solo nel 1920.

Lavora al progetto delle nuove città dell’Unione Sovietica e inventa nel 1926 la “Cucina di Francoforte” che verrà costruita in serie nei 4 anni successivi fino a un totale di circa 10.000 unità. Quello che dice di quell’epoca: “Noi architetti abbiamo il dannato e sacrosanto dovere e obbligo di romperci il capo su che cosa si debba fare nell’edilizia abitativa per facilitare la vita alle donne e agli uomini…. Fin dall’inizio volli occuparmi sempre e solo di edilizia abitativa, con tutto quello che ci vuole: istituzioni per l’infanzia, scuole, biblioteche, ambulatori…. Ciò che appunto si chiama edilizia sociale”.

Nel progettare della cucina, Schütte-Lihotzky ha condotto dettagliati studi sul tempo e il movimento e ha intervistato casalinghe e gruppi di donne. Il suo obiettivo primario è quello di ridurre il carico di lavoro delle donne in casa.

Questo è il suo progetto e gli elementi comuni e distintivi sono:

  • Continuità dei piani di lavoro,
  • Luminosità della zona di preparazione,
  • Distanze minime negli spostamenti,
  • Materiali facili da pulire e resistenti.

L’ambiente cucina viene collegato al resto dell’abitazione da una parete scorrevole ma date le ridotte dimensioni solo una persona può lavorare al suo interno. Di fatto la cucina di Francoforte fa riferimento a modelli familiari in cui la donna comincia a rivestire ruoli più dinamici, con una crescente occupazione professionale esterna e la conseguente necessità di ottimizzare i tempi destinati al disbrigo delle faccende domestiche.

E’ la prima vera cucina razionalizzata e modulare che rende più comoda la lavorazione dei cibi e i movimenti all’interno dello spazio.

Ogni cucina è completa di una macchina del gas, un asse da stiro ribaltabile, una luce a soffitto regolabile, un cassetto estraibile sul piano di lavoro sotto la finestra, un doppio lavello con gocciolatoio, una dispensa con 18 cassetti in alluminio, utili anche per agevolare lo svuotamento, un armadietto per le scope ed uno sgabello girevole. Altre foto le potete trovare su questo blog Tectonicablog.

Questo è solo l’inizio di un lungo viaggio nel mondo della progettazione domestica a cura di professioniste.

8 Comments

  1. Ciao, mi sento coinvolta emozionalmente in questi argomenti che seguirò con molto piacere e sono felice di aver scoperto il tuo blog. A presto Maria Anna

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