A casa Snaidero

Oggi ho il piacere di avere nel mio blog Sonia Marchi, la responsabile del network  Home Style Blogs che ci racconterà la sua visita presso una nota azienda di Cucine Italiane, a lei la parola.

Il network permette spesso di conoscere importanti aziende da vicino. A volte i nostri incontri sono molto più che interessanti, sono esperienze da condividere

Il nostro viaggio inizia una mattina di dicembre: destinazione Majano, provincia di Udine. Un tragitto lungo, attraverso le nebbie della pianura padana, oltre Venezia e ancora più su, dove l’orizzonte si fa finalmente limpido fino a scorgere i dolci pendii prealpini. Arriviamo alla sede della Snaidero Rino Spa, 115.000 metri quadrati di stabilimento, una sede storica, esemplare unico di architettura industriale  d’eccellenza (A. Mangiarotti) e 65 anni di esperienza nell’ambiente cucina. Una famiglia che è diventata un’azienda, poi un gruppo di rilievo internazionale (con importanti acquisizioni europee) e soprattutto, un luogo di ricerca e creazione che ha dato vita a progetti firmati da nomi come Gae Aulenti, Paolo Pininfarina, Massimo Iosa Ghini, tanto per citarne alcuni, ma la lista è lunga e vi suggerisco di scoprirla qui .

Raffaella, se ti dico Snaidero tu a che tipo di cucina pensi?  Per me la Snaidero è sinonimo di solidità, funzionalità e design, un’azienda attenta alle esigenze del cliente, infatti propone numerosi modelli di cucine, la skyline per esempio è stata realizzata anche in una versione apposita (Skyline Lab) per coloro che hanno delle disabilità.

Quello che mi ha colpito visitando l’azienda e lo show room (che per estensione sembra un padiglione fieristico) è la capacità di immaginare tante soluzioni diverse, in grado di assolvere qualsiasi esigenza del vivere quotidiano, ma non solo, guardandole bene, queste cucine, vanno oltre la funzionalità, interpretano i sogni, le aspirazioni un po’ forse le anticipano, con proposte di design d’avanguardia.

Raffaella, quando arredi una cucina quali sono le prime cose che ti chiede il cliente?  La cucina è come un vestito, deve essere cucita addosso al cliente senza trascurare la funzionalità e l’estetica. Spesso bisogna fare i conti con lo spazio e i vincoli che sono presenti nell’ambiente. Le richieste più frequenti sono quelle di avere un piano di lavoro ampio, una collocazione delle parti operative fuoco e acqua a poca distanza l’uno dall’altra, una buona illuminazione del top, una buona capienza per le basi e i pensili.

Io sono una che non concepisce l’angolo cottura, proprio non mi piace, a partire dalla definizione che già confina e limita le potenzialità di una zona della casa che invece svolge un ruolo fondamentale, che definisce la qualità del nostro quotidiano. Sono cresciuta in case dove la cucina è sempre stata il centro della casa, le quattro mura più “calde”… e non solo perché ci sono i fornelli, ma perché ci fai un po’ di tutto. È l’ambiente “multi-tasking” per antonomasia e, proprio per questo, non mi meraviglio che sia ancora un “dominio” prevalentemente femminile. Ma se fossi un uomo, la vedrei anche un po’ come un auto: più è accessoriata e maggiore è il comfort e si sa che una cucina deve andare lontano, durare anni.

Raffaella, per te cosa rappresenta il “lusso” in una cucina? Bella domanda, il lusso non lo intendo come materiale pregiato con cui viene fatta la cucina, ma avere una cucina ampia, confortevole e funzionale questo è il vero lusso sempre più raro ai giorni nostri in cui l’angolo cottura va per la maggiore per mancanza di spazio nelle nostre case. Concordo pienamente con Sonia, l’ultima arrivata in casa Snaidero la Ola 20 disegnata da Pininfarina con i suoi angoli arrotondati e le nuove finiture micalizzate come quelle automobilistiche, la rendono una cucina originale, di forte impatto visivo, o la si ama o la si odia.

Di Snaidero colpisce la grande flessibilità nel realizzare praticamente qualsiasi ambiente in modo totalmente diverso, partendo dal catalogo e riuscendo poi a seguire il progetto dell’arredatore in ogni singola variante per materiale, finiture, piani di lavoro, ecc. D’altronde in “casa Snaidero” si respira architettura e design appena si entra nel palazzo della sede principale: la hall, che pare come sospesa su una vasca d’acqua sottostante sulla quale affacciano le grandi finestre ellittiche, ti accoglie con la magnificenza dell’Acropolis (tutta in acciaio inox), visibile anche dai piani superiori grazie alla spettacolare apertura centrale del complesso, che ricorda un’architettura museale. Io credo che rappresenti molto bene la visione aziendale: lo spazio (la vita) al centro e il resto intorno.

Io ho già la mia preferita tra le Snaidero, si chiama Board ed è secondo me perfetta per la famiglia moderna. Può affacciarsi sul living, senza sembrare un banale angolo cottura, perché non ha i connotati classici di una cucina componibile, ma ricorda piuttosto un home office e questo per me è molto intrigante!  Al contempo, può anche vestire l’intera cucina, reinterpretandola in chiave moderna, grazie al suo look dinamico. Tutto è a portata di mano, come in una vera stazione di lavoro high tech e non mi meraviglia che abbia appena vinto il Good Design Award 2013.

Sonia Marchi | Home Style Blogs

Special Thanks:

A Raffaella, per l’ospitalità sul suo blog

A Sandra Snaidero, per la giornata che ci ha dedicato

Photo credits: le immagini  sono state scattate nello show room di Snaidero a Majano.

La foto della sede è dell’archivio aziendale.

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