Donne in architettura #6

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Oggi per la rubrica “Donne in architettura” vi parlo dell’architetto Maria Cristina Mariani Dameno, conosciuta da tutti come Cini Boeri. Nata a Milano nel 1924, si laurea al Politecnico nel 1951, dopo un breve stage nello studio di Giò Ponti, inizia una lunga collaborazione con Marco Zanuso, nel 1963 apre il suo studio tuttora in attività, occupandosi di architettura civile e disegno industriale, sposata e poi separata con il neurologo Renato Boeri, ha tre figli  Sandro, Stefano e Tito, il secondogenito ha seguito le orme di sua madre.

Nella sua lunga carriera ha progettato case unifamiliari, appartamenti, allestimenti museali, uffici, negozi, sia in Italia che all’estero. Ha sempre dedicato grande attenzione allo studio della funzionalità dello spazio e ai rapporti psicologici tra l’uomo e l’ambiente, come lo si vede chiaramente in questa pianta di progetto “le dimensioni umane dell’abitazione sono qui intese come dimensioni psicologiche”.

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La Boeri definisce la sua architettura e il suo design ” funzionale” ed “accessibile“, con un valore sociale, utile alle persone.  La sua architettura è sempre stata di profondo rispetto per l’ambiente, mai un’imposizione, un puro gesto estetico, spettacolare.  Ha collaborato con numerose aziende, disegnando pezzi che hanno fatto la storia del design, suo è il divano Serpentone, realizzato per Arflex, che si poteva vendere a metro, quindi a prezzi accessibili e adattabile a spazi diversi, la sedia Folio per Rosenthal, pensata per essere smontata e trasportata con facilità a costi contenuti e i tavoli che si potevano appendere al muro e usati solo quando servivano. La poltrona Ghost di Fiam in vetro curvato da 12 mm è esposta al Moma di New York e la linea Strips (del 1968) che comprende divano e poltrona e un letto che si fa da solo “basta chiudere la zip della trapunta per nascondere materasso e lenzuolo, come un sacco a pelo trasformato in letto” conquista nel 1978 il Compasso d’Oro.

Nel 2011 è stata insignita dell’onorificenza Grande Ufficiale dell’OMRI da Giorgio Napolitano e nello stesso anno ha ricevuto il Compasso d’Oro alla carriera.

«La scelta dei miei progetti nell’ ambito del “design” deriva spesso dalla lunga esperienza di abitazioni, maturata lungo gli anni della mia professione. L’identificazione di ciò che è utile e ciò che è superfluo nello spazio abitato mi suggerisce la progettazione di elementi nuovi, utili a migliorare la vita di chi abita”. 

Una donna, una professionista che non si è mai persa d’animo, donna pratica e autonoma che con determinazione ha continuato a lavorare e a seguire la sua passione anche se più volte le è stato consigliato di fare altro : Gli uomini dicevano di non fare l’architetto .

Credits: Cini Boeri website 

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