Donne in architettura #7

florence-knoll Oggi per la rubrica “Donne in architettura” vi parlo dell’architetto nonché  fondatrice di una delle aziende di mobili più importanti del mondo la Knoll International. Florence Schust , Knoll, Bassett nata nel 1917 nel Michigan, studia presso la Kingswood School, dove si diploma nel 1934.  Frequenta la Cranbrook Academy of Art, un’accademia  in cui artisti e studenti vivono e lavorano presso il Campus di Bloomfield Hills, con un approccio libero che privilegia la creatività. Dopo il diploma per due anni  resta a Cranbrook dove incontrerà un clima familiare e accogliente ma soprattutto un ambiente culturalmente stimolante che le permetterà di lavorare a fianco di artisti, designer e architetti di fama internazionale. Si laurea in architettura nel 1941 allieva di Mies van der Rohe e Eliel Saarinen, per breve tempo lavora con i maestri del movimento Bauhaus, tra cui Walter Gropius, Marcel Breuer e Wallace K. Harrison.


La sua è una formazione completa e complessa, inizia a collaborare con Hans G. Knoll, industriale tedesco del mobile trasferitosi negli Stati Uniti, che nel 1938 aveva fondato a New York la H.G. Knoll Furniture. Nel 1943, Florence convince Hans ad estendersi al mondo dell’interior design e a lavorare con gli architetti, in modo da portare nel mondo degli affari la sua azienda. Nel 1946, Florence e Hans Knoll si sposano diventando anche partner commerciali: insieme  fondano la Knoll Associates una delle aziende più importanti ed influenti della seconda metà del secolo. Florence Knoll coinvolge molti architetti tra cui Hatty Bertoia, Eero Saarinen, Charles Eames, Isamu Noguchi, i cui lavori sono diventati icone del design del 20°secolo.

Grazie ad un’attenta gestione del marketing con raffinate campagne pubblicitarie, cataloghi come manuali di stile, show room monomarca progettati dalla stessa Florence e grazie anche alla partecipazione a mostre prestigiose la visibilità della Knoll Associates aumenta diventando espressione del “good design” della cultura americana.
Nel 1951 l’azienda diventa Knoll International e Florence progetta a New York un incantevole ufficio per il marito: le tende in bambù, le sedute di Eero Saarinen rivestite in tessuto di tonalità marrone e il tavolo-scrittoio restituiscono un’informale semplicità. L’ambiente è una delle immagini più pubblicate nei periodici, diventando un’icona estetica dell’epoca. 

Fonda e dirige nel 1943 il Knoll Plannig Unit: la sezione di progettazione della ditta, affiancando architetti e space planner nel progetto di uffici e spazi pubblici. Per rendere comprensibili le idee ai clienti è fra le prime a utilizzare un approccio sensoriale al progetto con la tecnica del paste-up (che deriva dal mondo della moda), un collage a rilievo di tessuti, carta e colori (attuale moodboard).

Florence Knoll non è stata solo la sostenitrice di un gruppo di architetti internazionali, ma anche un’eccezionale designer. Come pioniere del Planning Unit di Knoll, ha rivoluzionato i canoni della progettazione degli spazi interni, la sua visione, il suo approccio era totale nel senso che era capace di unire nella sua progettazione l’architettura, la produzione, l’interior design, la progettazione dei rivestimenti tessili, la grafica, la pubblicità e il marketing. Rappresentando una svolta radicale rispetto alle pratiche di quegli anni, che poi sono state rapidamente adottate e sono tuttora largamente diffuse. I giovani designer del KPU guidati da Florence seguivano una rigorosa metodologia: gli interni erano sviluppati mediante interviste preliminari a tutti gli addetti,  seguiva la pianificazione delle superfici indispensabili a ciascuno per svolgere le proprie mansioni mentre modelli tridimensionali e collage con indicazioni e campioni di materiali comunicavano agli utenti le scelte progettuali.

Bozzetti Uffici KnollIl KPU trasmetteva un’estetica precisa e riconoscibile come “Knoll look”, Florence lo descriveva rigoroso nelle finiture ma lontano dall’immagine asettica di molti uffici contemporanei con tavoli da lavoro che sostituivano le scrivanie privi di contenitori sottostanti, per trasformarsi facilmente in tavoli riunione e con le sedute progettate dai designer per il catalogo dell’azienda. Per gli spazi dirigenziali i colori scelti erano il nero, bianco, beige, blue royal, blue navy e arancio. Gli ambienti erano divisi da schermi sottili e mai a tutt’altezza di palissandro o di teak, grazie a lei si deve l’introduzione di postazioni di lavoro open space. Con la luce artificiale che piove dall’alto, si contrappongono le cortine in tessuto nel 1944 viene fondata la sezione tessile dell’azienda con disegni di Anni Albers, Eszter Haraszty e Suzanne Huguenin. Ciò che soprattutto distingue gli spazi dirigenziali o le sale d’attesa di Florence Knoll è l’idea che il visitatore debba essere accolto in un lussuoso soggiorno piuttosto che in un vero ufficio, una sensazione a cui le opere d’arte, incorniciate da pannelli opachi e colorati, danno un notevole contributo.

Quando prematuramente nel 1955 Hans Knoll morì in un incidente d’auto, Florence Knoll assunse la gestione della società.  Nel 1958 si risposò con Harry Hood Basset. Florence Knoll ha diretto il servizio d’interior design della Knoll Associates, l’unità pianificazione Knoll dal 1943 fino al 1971.Come architetto, le creazioni più famose di Florence Knoll sono la Vita Connecticut General Insurance Building a Bloomfield, Connecticut e l’interno del Palazzo della CBS a New York City. Florence Knoll si ritirò completamente dalla direzione dell’azienda nel 1965. Per i suoi contributi straordinari per architettura e design, nel 2002 le è stata assegnata la prestigiosa National Medal of Arts. Ad oggi più di quaranta prodotti Classici Knoll appartengono alla collezione permanente del Museo d’Arte Moderna di New York.

Sicuramente ci troviamo davanti  una donna determinata, con idee creative e imprenditoriali molto forti ma che allo stesso tempo ama confrontarsi con gli altri in uno spirito di condivisione che è molto difficile incontrare al giorno d’oggi. Trovo sia molto stimolante conoscere le storie di donne architetto che sono riuscite ad affermare il loro ruolo. Ho lavorato in studi gestiti da sole donne e purtroppo più volte mi sono scontrata con titolari prevaricanti, inconsciamente o consciamente, arrivando alla conclusione che è difficile ma non impossibile lavorare in team quando si ha a che fare con la creatività. E voi che ne pensate?

Credits: Enciclopedia delle donne, Florence Knoll Bassett papers, 1932-2000 (Archives of American Art, Smithsonian Institution), Knoll.

 

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